giovedì 10 novembre 2016

L’Abate Meli,affascinato dalla bellezza femminile

segnalazione da Sicilia informazioni
Pochi poeti hanno saputo cantare la bellezza delle donne come l’abate Meli. Ne hanno saputo esaltare la grazia delle forme, il fascino del portamento, la leggiadria dello spirito con sobria e seducente leggerezza, tipica dell’Arcadia, ma anche con soffusa sensualità che anticipa movimenti letterari di là da venire.
A Giovanni Meli e ai suoi componimenti lirici in omaggio all’avvenenza femminile l’Università degli Studi di Palermo ha dedicato il primo volumetto, “Nel serra serra dei capelli. L’amore in un manipolo di Odi”, edito da Plumelia, di una collana, “La poesia, sulla poesia”, che intende dare risalto alle voci poetiche legate all’Ateneo del capoluogo. …
Continua a leggere l’articolo di Antonino Cangemi su


immagine "The Toilet of Venus" Konstantin Makovsky – olio su tela 370x243 

domenica 10 luglio 2016

La Vucca - ode di Meli musicata da Francesco Paolo Frontini



LA VUCCA                                                        La Bocca

1
Ssi capiddi e biunni trizzi                     Questi capelli e bionde trecce
Su jardini di biddizzi,                             sono giardino di bellezze
Cussì vaghi, cussì rari,                           così vaghi, così rari,
Chi li pari – nun cci su.                          che paragoni non ci sono.
Ma la vucca cu li fini                              Ma la bocca con i suoi fini
Soi dintuzzi alabastrini,                         piccoli denti alabastrini,
Trizzi d’oru, chi abbagghiati,                 trecce d’oro, che abbagliate,
Perdonati – è bedda cchiù.                     perdonate è bella ancor di più.

 2
 Nun lu negu amati gigghia,                Non lo nego amate ciglia,
Siti beddi a maravigghia;                     siete belle a meraviglia,
Siti beddi a signu tali,                           siete belle e segno tale,
Chi l’uguali – nun cci sù.                       che uguali non ci sono.
Ma la vucca ‘nzuccarata                       Ma la bocca inzuccherata
Quannu parra, quannu ciata,                quando parla, quando fiata,
Gigghia beddi, gigghia amati,              ciglia belle, ciglia amate,
Perdonati – è bedda cchiù.                    perdonate, è bella di più.

3
Occhi in vui fa pompa Amuri               Occhi, in voi fa pompa Amore
Di l’immensu so valuri,                         dell’immenso suo valore,
Vostri moti, vostri sguardi                     vostri moti, vostri sguardi
Ciammi e dardi – d’iddu sù.                  fiamme e dardi di lui sono.
Ma la vucca quannu duci                       Ma la bocca, quando dolce
S’apri, e modula la vuci,                        s’apre e modula lavoce,
 Occhi… ah vui mi taliati!...                   Occhi, a voi mi guardate!
 Pirdunati, un parru cchiù.                      Perdonate, non parlo più.


Il video è stato collegato da youtube -  grazie al paziente lavoro d’inserimento di un appassionato della musica di Frontini come Pietro Rizzo.
"La vucca",da Eco della sicilia - Cinquanta Canti popolari siciliani con interpretazione italiana raccolti e trascritti, Ricordi - Milano - 1883.
parole di Giovanni Meli, musica di Frontini, voce di Cinzia Caminiti, madolini di Paolo Capodanno e Gianni Nicotra, chitarre di Michele Gagliano e Massimo Genovese 

Un’altra ode di Meli musicata da Frontini ed inserita in questo blog è  Lu labbru

libri su Giovanni Meli





In occasione del bicentenario di Giovanni Meli 1815 – 2015 - In un solo volume:
 il romanzo "L'Abate Meli" di Luigi Natoli
"Giovanni Meli – Studio critico" di Luigi Natoli
tutte le poesie che Luigi Natoli inserì nel trattato "Musa siciliana". 
E in Appendice  tante poesie di Giovanni Meli con testo italiano a fronte a cura di Francesco Zaffuto. 
Il volume di 730 pagine al prezzo di € 25,00 –  può essere richiesto alla casa editrice 
al prezzo scontato di € 21,30 -  qui sotto il link per l’ordinazione






L’ACEDDI
il libro con le favole di Giovanni Meli sugli uccelli – poesie siciliane con traduzione in italiano a fronte di Francesco Zaffuto -  pag. 103  -
€ 10,00 - ordinabile direttamente alla casa editrice al linkhttp://www.ibuonicuginieditori.it/catalogo_prodotti.html   

venerdì 8 luglio 2016

LA CIÀULA E LU PAPPAGADDU


Chiese una cornacchia al pappagallo: “Dimmi, qual’è in origine
            il tuo vero linguaggio?” E il pappagallo spiegò il mistero …


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giovedì 16 giugno 2016

LU STRUZZU, L'AQUILA ED AUTRI ANIMALI


Se invidi la sorte di un uomo forte e fortunato, saresti disposto ad
essere lui annullando completamente te stesso?

Questa favola risponde a questo quesito, e mette al tappeto ogni invidia.

L’ACEDDI
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struzzo da
aquila da

giovedì 9 giugno 2016

LU CORVU BIANCU E LI CORVI NIVURI


Un corvo bianco arriva da un paese lontano, dopo avere attraversato il mare
in tempesta. 
In questa favola sul mancato riconoscimento pare vedere
i corvi-uomini di oggi che non vogliono riconoscere altri corvi-uomini
che  arrivano da un lontano paese.

Scappau da la Lapponia,                      
Supra sti spiaggi stancu,                       
Sbattutu da li turbini                              
Un raru corvu biancu.                            

Pusau, vinni a calmarisi                           
L'affannu e ciatatina;                               
Poi cerca di truvarisi                              
La razza sua curvina.                           
 L’ACEDDI
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immagini
particolare dal campo di grano con corvi di Van Gogh
fotogramma del film gli uccelli di  Hitchcok

mercoledì 8 giugno 2016

LI CIÀULI E LU TURDU


Dui ciauli scutularu                       
Tra un vausu li facenni,                   
E ddocu poi 'ntunaru                                      
‘Na chiacchiara  sullenni.                                      

Due cornacchie posarono
tra una rocca le loro cose
e là poi intonarono
una chiacchiera solenne.                    

Il tordo raccomanda alle cornacchie prudenza, prudenza, prudenza.
Evitate di parlare inutilmente, non date informazioni sulla vostra vita privata.
Sono tanti gli stupidi che si sono trovati in difficoltà per il troppo chiacchierare.


L’ACEDDI
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Immagini  da
Cornacchie
Tordo

martedì 7 giugno 2016

LA CORVA E LU GROI

 La femmina del corvo racconta a un gru  la tragica vicenda di suo marito
Dissi lu groi: “Stu munnu è gran teatru!            
C'è cui chianci e cui ridi! Ma nun ridi                 
A longu la mugghieri di lu latru”.  

Disse il gru: “Questo mondo è gran teatro!
C’è chi piange e chi ride! Ma non ride
a lungo la moglie del ladro”.

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Gru da
corvo da
                       

domenica 5 giugno 2016

LU MERRU E LI PETTIRRUSSI


Il merlo incontra alcuni pettirossi malconci e spennati e chiede cosa
è accaduto. Erano andati a giocare con una civetta e sono rimasti
impigliati in una trappola tesa dai cacciatori.
Anche in questa poesia una morale di Meli: tenersi lontani dal
vizio del gioco.


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Civetta da
merlo da
pettirossi da

sabato 4 giugno 2016

LU RUSIGNOLU E LU JACOBBU


E’ canto o lamento? Chiede un usignolo al Gufo.  Il Gufo indisposto dalla
domanda dice all’usignolo che è un ignorante e che non capisce nulla
di contrappunto …
In questa favola Meli costruisce uno spassoso dialogo tra un pedante
e un cantante.


Il disegno grafico che illustra la favola dell’usignolo e il gufo
è inserito nel libro “L’Aceddi”  e la copertina © di Dafne Zaffuto 

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venerdì 3 giugno 2016

LA FURMICULA E LA CUCUCCIUTA


La formica ha faticosamente messo da parte dei chicchi come provvista
per l’inverno e la lodola è pronta a consumarlo come un solo pasto. Ma
la sorte del predare riserva alla lodola un destino ancora più crudele.
Alla fine di questa favola una bella definizione del lavoro di Giovanni Meli
come condimento e sapore per la vita.




L'ACEDDI
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immagini da
formica
lodola cappellata
http://www.naturamediterraneo.com/Forum/topic.asp?TOPIC_ID=50269

giovedì 2 giugno 2016

LA RINDINA E LA PATEDDA


La rondine in questa favola è ritratta come una signora sempre
dedita a collezionare viaggi. La patella è come un siciliano che
non si è mai mosso dalla Sicilia, e Meli un po’ lo era.
Dalla divertente chiacchierata  una riflessione sulla conoscenza.

L’ACEDDI
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mercoledì 1 giugno 2016

LU RUSIGNOLU E L'ASINU


Il canto dell’usignolo è simbolicamente scelto dal Meli per rappresentare
la musica, l’arte e la poesia.
Meli ci dice che gli uomini amano il canto dell’usignolo

ma spesso preferiscono il raglio dell’asino


e il perché lo trovate in


L’ACEDDI
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Foto usignolo da
raglio d’asino

martedì 31 maggio 2016

LA CUCUCCIUTA E LU PISPISUNI

 Ma tutta questa eleganza a cosa ti serve? 
       

Lu pispisuni è maschio della cutrettola; un uccello molto bello,
piccolo ed elegante, con un manto giallo che contrasta con il
piumaggio della testa e delle ali. Nell’estate segue le greggi 
saltellando e posandosi sul dorso degli animali.


La cucucciuta -  lodola capellata -  come un’aristocratica incuriosita
dall’elegante donnaiolo,   si avvicina per meglio osservarlo: e scopre
l’orrenda verità.

L’ACEDDI
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Immagini da
Pispisuni
Lodola cappellata – cappellaccia da